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Starfish Blues Band

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Released: Nov 5, 2008
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General Info

  • Location Napoli, IT

    Profile Views: 6383

    Last Login: 10/12/2011

    Member Since 11/5/2008

    Type of Label Unsigned

  • Bio

    .. .. Il gruppo nasce dal progetto di Marcello, al quale va riconosciuto il merito di membro fondatore e che da allora sarà meglio noto negli ambienti del gruppo con lo pseudonimo di “Band Leader” (usato talvolta in senso di complimento… ma il piu delle volte usato invece per punzecchiarlo, intendendo notare la sua pignoleria e la sua spiccata propensione a rompere le palle… il band leader mi perdonerà). E così il basso recluta la batteria nei panni di Salvatore e la chitarra solista in quelli di Gianluigi (meglio noto come Gigio, o white boy o piu recentemente e semplicemente o’ zuzzus…). Con questa formazione, già comprendente validi elementi, però il progetto non può decollare, essendo vacante il posto di prima dama, ovvero la voce. Nel girò però di qualche settimana il folto vivaio vesuviano partorisce il quarto blues man donando al gruppo l’elemento mancante nei panni di Antonio (meglio noto come Parkinson) che però non si accontenta di cantare solamente, ma imbraccia orgogliosamente la seconda chitarra nonché talvolta l’armonica. Con questa formazione il quartetto è pronto, il nome però non è ancora quello definitivo, ma è una cosa tipo “the guitar gently wheeping blues band” (lo so che non è il massimo ma all’epoca avevamo cose piu importanti di cui occuparci)… in ogni caso cominciano le prove per allestire il repertorio… in tutto 15 giorni, non per merito dei musicisti, ma piu che altro per merito del Blues, che permette anche a quattro perfetti sconosciuti sedicenti musicisti di suonare per ore e ore musica di una certa qualità anche senza aver mai fatto una prova (basta lanciare l’inno “we… facimm’c nu blues”)… ma non è questo il punto. Messo su il repertorio il band leader insieme al batterista (nonche il vostro narratore) macinano centinaia di chilometri in lungo e in largo per procurare serate in abbondanza al neonato gruppo… non che gli altri fossero sprovvisti di patente, ma è solo che i musicisti sono come i cani, quando li abitui bene poi non c’è nulla da fare, ovvero… chi te lo fa fare di sbatteri qua e la quando ci sono due scemi che si preoccupano di prendere le serate? Ma questo non è ne il luogo ne il momento per questo genere di polemica… dunque… dove eravamo? … ah… certo… le serate… sorprendentemente la sessione ritmica riesce a trovare tante serate da riempirci tutti i fine settimana per tutta la fine dell’anno 2006, dando così vita al periodo d’oro della band che va sotto il nome di trimestre d’oro del blues… per dare un’idea della densità delle serate basta pensare che il quartetto si incontrava per suonare solo ed esclusivamente durante i live… i pezzi nuovi che di tanto in tanto andavano a rinnovare il repertorio venivano provati nei vari sound check. Comunque si sa, le cose belle durano poco, e così, passata la pausa natalizia, la sessione ritmica non riesce a ripetere l’impresa e quindi all’inizio dell’anno successivo le serate scarseggiano… ma in compenso le prove aumentano… questo è il primo duro colpo per il quartetto (dopo l’assegnazione del nome… certo), ma la falla che rischia di affondare la nave arriva quando il secondo chitarrista, nonché voce, nonché armonica, nonché parkinson, ci annuncia di partire a Febbraio per l’erasmus che lo terrà in spagna fino all’estate… dunque si pone di nuovo un vecchio problema, nonostante il solido trio, il gruppo ha bisogno di una voce… ma il folto vivaio vesuviano non tradisce, e ci consegna la soluzione nelle vesti di Peppe (meglio noto come Pepp’ o’ cecat’ o anche Joseph the blind), abile chitarrista alla pari (senza scontentare nessuno) del già rodato Gigio white boy, un po meno dotato come cantante ma ampiamente sufficiente allo scopo che si proponeva il rinato gruppo. Le prove riprendono e ogni tanto si affaccia timidamente anche qualche serata… ma si sa, il periodo estivo non è molto fertile. Nel frattempo il gruppo trova anche il suo nome definitivo, ovvero Starfish Blues Band, che il batterista Salvatore (ovvero il sempre il vostro narratore) prende in prestito dalle sue contestuali attività di studente tirocinante; durante quel periodo infatti è impegnato a lavorare alla propria tesi che ruota intorno alla stella marina (in inglese appunto Starfish) e da qui l’intuizione (che si sa contraddistingue il genio… evvabbè… fatemi pariare un po pure a me) di donare un nome decente al suo gruppo. Passa così anche l’estate e con essa termina la parentesi di Pepp’ o’ cecat’; questo precisamente avviene contestualmente al ritorno di parkinson e ad una data precisa… l’8 settembre 2007, giorno in cui il gruppo decide di andare a Roma a suonare per strada (on the road… forse è piu elegante) con tanto di strumentazione elettrica e generatore di corrente a miscela (esperimento che era già stato fatto nella piu vicina Sorrento) e con la partecipazione (peraltro già collaudata) di Marco Sorrentino, ovvero l’attuale cantante… in quell’occasione Peppe si tira indietro all’ultimo momento per una serie di motivi che non stiamo ad elencare… decidiamo tuttavia di andare lo stesso avvalendoci della presenza di Marco, ed è li che per la prima volta si sperimenta la formazione che poi diventerà definitiva. Da li in poi, che dire... comincia un discorso diverso… fatto di prove serrate, repertorio studiato, arrangiamenti curati… insomma quello che fa un gruppo normale, ma che noi non avevamo ancora fatto… la differenza sta appunto nella presenza di Marco Sorrentino, elemento di stimolo poiché già forte di una lunghissima (se paragonata alla nostra) esperienza musicale, che lo vede tuttora impegnato nei panni di batterista nei Pennelli di Vermeer (gruppo di riferimento per tutte le band emergenti della nostra realtà, che io definirei appunto gruppo emerso… ovvero che non è piu emergente). Nel giro di qualche mese la Starfish Blues Band rinnova completamente la faccia, si dedica nell’inverno del 2007 all’incisione di una prima demo, raccoglie nuove serate e pubblica il proprio lavoro affacciandosi al myspace. Da allora la band è in continua evoluzione, sempre piu ricercata nel repertorio proposto e nel modo in cui lo propone. I progetti per il futuro prevedono l’incisione di una seconda demo, fatta di collaborazioni con i migliori musicisti che il vivaio vesuviano offre… per poi diffondere il blues in tutti i posti che ci vogliono accogliere.
  • Members

  • Influences

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Bio:

.. .. Il gruppo nasce dal progetto di Marcello, al quale va riconosciuto il merito di membro fondatore e che da allora sarà meglio noto negli ambienti del gruppo con lo pseudonimo di “Band Leader” (usato talvolta in senso di complimento… ma il piu delle volte usato invece per punzecchiarlo, intendendo notare la sua pignoleria e la sua spiccata propensione a rompere le palle… il band leader mi perdonerà). E così il basso recluta la batteria nei panni di Salvatore e la chitarra solista in quelli di Gianluigi (meglio noto come Gigio, o white boy o piu recentemente e semplicemente o’ zuzzus…). Con questa formazione, già comprendente validi elementi, però il progetto non può decollare, essendo vacante il posto di prima dama, ovvero la voce. Nel girò però di qualche settimana il folto vivaio vesuviano partorisce il quarto blues man donando al gruppo l’elemento mancante nei panni di Antonio (meglio noto come Parkinson) che però non si accontenta di cantare solamente, ma imbraccia orgogliosamente la seconda chitarra nonché talvolta l’armonica. Con questa formazione il quartetto è pronto, il nome però non è ancora quello definitivo, ma è una cosa tipo “the guitar gently wheeping blues band” (lo so che non è il massimo ma all’epoca avevamo cose piu importanti di cui occuparci)… in ogni caso cominciano le prove per allestire il repertorio… in tutto 15 giorni, non per merito dei musicisti, ma piu che altro per merito del Blues, che permette anche a quattro perfetti sconosciuti sedicenti musicisti di suonare per ore e ore musica di una certa qualità anche senza aver mai fatto una prova (basta lanciare l’inno “we… facimm’c nu blues”)… ma non è questo il punto. Messo su il repertorio il band leader insieme al batterista (nonche il vostro narratore) macinano centinaia di chilometri in lungo e in largo per procurare serate in abbondanza al neonato gruppo… non che gli altri fossero sprovvisti di patente, ma è solo che i musicisti sono come i cani, quando li abitui bene poi non c’è nulla da fare, ovvero… chi te lo fa fare di sbatteri qua e la quando ci sono due scemi che si preoccupano di prendere le serate? Ma questo non è ne il luogo ne il momento per questo genere di polemica… dunque… dove eravamo? … ah… certo… le serate… sorprendentemente la sessione ritmica riesce a trovare tante serate da riempirci tutti i fine settimana per tutta la fine dell’anno 2006, dando così vita al periodo d’oro della band che va sotto il nome di trimestre d’oro del blues… per dare un’idea della densità delle serate basta pensare che il quartetto si incontrava per suonare solo ed esclusivamente durante i live… i pezzi nuovi che di tanto in tanto andavano a rinnovare il repertorio venivano provati nei vari sound check. Comunque si sa, le cose belle durano poco, e così, passata la pausa natalizia, la sessione ritmica non riesce a ripetere l’impresa e quindi all’inizio dell’anno successivo le serate scarseggiano… ma in compenso le prove aumentano… questo è il primo duro colpo per il quartetto (dopo l’assegnazione del nome… certo), ma la falla che rischia di affondare la nave arriva quando il secondo chitarrista, nonché voce, nonché armonica, nonché parkinson, ci annuncia di partire a Febbraio per l’erasmus che lo terrà in spagna fino all’estate… dunque si pone di nuovo un vecchio problema, nonostante il solido trio, il gruppo ha bisogno di una voce… ma il folto vivaio vesuviano non tradisce, e ci consegna la soluzione nelle vesti di Peppe (meglio noto come Pepp’ o’ cecat’ o anche Joseph the blind), abile chitarrista alla pari (senza scontentare nessuno) del già rodato Gigio white boy, un po meno dotato come cantante ma ampiamente sufficiente allo scopo che si proponeva il rinato gruppo. Le prove riprendono e ogni tanto si affaccia timidamente anche qualche serata… ma si sa, il periodo estivo non è molto fertile. Nel frattempo il gruppo trova anche il suo nome definitivo, ovvero Starfish Blues Band, che il batterista Salvatore (ovvero il sempre il vostro narratore) prende in prestito dalle sue contestuali attività di studente tirocinante; durante quel periodo infatti è impegnato a lavorare alla propria tesi che ruota intorno alla stella marina (in inglese appunto Starfish) e da qui l’intuizione (che si sa contraddistingue il genio… evvabbè… fatemi pariare un po pure a me) di donare un nome decente al suo gruppo. Passa così anche l’estate e con essa termina la parentesi di Pepp’ o’ cecat’; questo precisamente avviene contestualmente al ritorno di parkinson e ad una data precisa… l’8 settembre 2007, giorno in cui il gruppo decide di andare a Roma a suonare per strada (on the road… forse è piu elegante) con tanto di strumentazione elettrica e generatore di corrente a miscela (esperimento che era già stato fatto nella piu vicina Sorrento) e con la partecipazione (peraltro già collaudata) di Marco Sorrentino, ovvero l’attuale cantante… in quell’occasione Peppe si tira indietro all’ultimo momento per una serie di motivi che non stiamo ad elencare… decidiamo tuttavia di andare lo stesso avvalendoci della presenza di Marco, ed è li che per la prima volta si sperimenta la formazione che poi diventerà definitiva. Da li in poi, che dire... comincia un discorso diverso… fatto di prove serrate, repertorio studiato, arrangiamenti curati… insomma quello che fa un gruppo normale, ma che noi non avevamo ancora fatto… la differenza sta appunto nella presenza di Marco Sorrentino, elemento di stimolo poiché già forte di una lunghissima (se paragonata alla nostra) esperienza musicale, che lo vede tuttora impegnato nei panni di batterista nei Pennelli di Vermeer (gruppo di riferimento per tutte le band emergenti della nostra realtà, che io definirei appunto gruppo emerso… ovvero che non è piu emergente). Nel giro di qualche mese la Starfish Blues Band rinnova completamente la faccia, si dedica nell’inverno del 2007 all’incisione di una prima demo, raccoglie nuove serate e pubblica il proprio lavoro affacciandosi al myspace. Da allora la band è in continua evoluzione, sempre piu ricercata nel repertorio proposto e nel modo in cui lo propone. I progetti per il futuro prevedono l’incisione di una seconda demo, fatta di collaborazioni con i migliori musicisti che il vivaio vesuviano offre… per poi diffondere il blues in tutti i posti che ci vogliono accogliere.

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November 05, 2008

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