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  • General

    Luciano Zoppo, autodidatta, dal forte temperamento espressivo, si manifesta in una pittura permeata di accenti esistenziali. Mostre di Luciano Zoppo Personali: Dal 1962 al 1987 esposizione permanente c/o Bar Al Grottino Iglesias (CA) Dal 1964 al 1968 esposizione permanente c/o il rist. Michele Sassari Dal 1974 al 1975 mostra c/o trattoria via Porcile a Cagliari Nel 1988 Mostra Itinerante “ritratti” all’aperto S.Teodoro Nuoro Nel 1991 Mostra “il paesaggio italiano” Citifin Roma Nel 1999 Mostra “Le Memorie-Personaggi” Foto studio immagina in Roma Nel 1999 Mostra “Le Memorie-Architetture” c/o il Velabro Club Roma Nel 2000 Mostra “Le Memorie-Teatro-Cinema c/o Associazione Miraggi Roma Collettive: 1956 Mostra internazionale Sardes pro loco di Iglesias (CA) 1961 2° premio Internazionale pro loco di Iglesias (CA) 1962 2° premio Internazionale per la caricatura Biblioteca comunale Iglesias (CA) 1963 1° premio per la grafica Biblioteca comunale Iglesias (CA) 1969 1° premio Regionale per la caricatura Biblioteca comunale Carbonia (CA) 1970 Collettiva “Gruppo Sardes” Galleria Ars Sassari 1976 2° Premio Hotel Hilton Roma 1984 Gruppo Espressione di Base Studio via Miani Roma 1987 Carnevale Iglesiente Iglesias (CA) 1989 Mostra sugli animali Palazzo Venezia Roma 1990 Mostra Pittori contro la guerra Mattatoio Roma Palazzo Rusploli Nemi (Rm) 1990 Mostra all’aperto c/o le Mura Medievali Castelfidardo (An) 1991 Mostra “Artisti per una cultura non dominante” c/o Centro Colonna Via del Burro Roma 1992 Self CGIL Galleria Comunale Via Crispi Roma 1992 Premio Don Miliani Via del Corso Roma 1997 I colori della vita Ass. Culturale Utopia Roma 1998 Mostra collettiva Gallerista Bellini c/o stand festa Patrono Ozieri (NU) 1999 V° Premio Galleria studio del Canova Roma 2000 Collettiva “ Gatti” Galleria studio del Canova Roma 1966: Murales presso il ristorante da Michele a Sassari 1974: Insegne luminose per negozio Cagliari 1980: Arazzo il Mercato Roma 1990: Busto in gesso del filosofo Campanella 1990: mobili e sculture Roma 1994: Pannello gicante dal Film "Ladri di biciclette" per il ristorante omonimo, oggi Circolo degli artisti a Roma
  • Movies

    ho partecipato come attore, scenografo, nei seguenti film 1977: Il sogno preso per la coda (Giro Italiano) Compagnia “Sidi Bou Said” 1979: Dormitorio Universale Regia Domino’ Compagnia “Sidi Bou Said” 1981: Un Gesto per Pasolini Regia di Domino’ Compagnia “Sidi Bou Said” 1982: Il cavaliere della tavola Rotonda Regia Condelli Compagnia l’Audilea Napoli-Roma-Europa 1983: La Repubblica Partenopea Regia Condelli Compagnia Audilea Napoli, Roma, Vienna, Copenahagen, Stoccolma, come attore e scenografo. 1984: La bella Helaine Napoli, Roma, Europa 1984 San Francesco Regia Condelli Italia, Europa 1984 Caligola di Tinto Brass Scenografo 1984 Arena Film BBC Attore Protagonista 1985: La Strega di Pilar Castel Teatro Coronari Roma, scenografia 1987 L’Intervista di Fellini, comparsa
  • Books

    Le Memorie (Quadro il professionista) ed altri L’itinerario della vita di qualsiasi persona e' una linea in cui i punti sono ricostruibili da un internazionalita' esterna cosi' come dal ricordo del se'. L’impalcatura artistica di Luciano Zoppo si fonda su una dote naturale che la sua intelligenza istintiva fece fruttare gia' nel 1956. allora, a soli 13 anni comincio' una lunga avventura per le strade della Sardegna, d’Italia e d’Europa. Al centro di questo percorso, l’arte intesa come pittura in tutti i modi, anche con scarse risorse e la drammaturgia come adesione spontanea agli anni “teatrali” dei figli dei fiori e la vita giorno per giorno. In concreto Zoppo seppe sdoppiarsi in pittore- attore lavorando per dieci anni in diverse compagnie teatrali. ..Photobucket.. ..........................Eccoci dunque pronti per entrare nel mondo delle memorie, frutto di una difficile ricerca storica sia a livello pittorico che teatrale a trecentosessanta gradi. Il mondo dell’artista e' il suo cammino in un bosco urbano e non, composto da stazioni ferroviarie, strade, citta', dormitori pubblici, sedi di partito, circoli, osterie, chiese, cimiteri, loculi, macchine abbandonate, vecchie miniere, luoghi di malaffare. Questi contesti sono visibili nelle figure, paesaggi e scelte cromatiche dell’artista. Un caleidoscopio che esprime idee vissute, esperienze, sogni. Effetto contagioso il suo; che scavalca il confronto opera d’arte-critico captandoti nel piacere estetico puro, all’interno del quale vi e' la critica e tu sei parte del quadro con la tua identita'. Luciano ti fa entrare nelle sue piazze, nei suoi amori, nelle sue dinamiche tra i personaggi della sua vita. Il tuo ricordo e' ora nelle memorie di questo maestro mai immobile, sempre alla ricerca del seme dell’arte. ..Photobucket.. Note critiche di Dante Ferrante Immediato è l’impatto con l’essenza artistica di Zoppo acqua sorgiva alla fonte, la spontaneità pittorica contenuta negli idiomi iconografici e coloristici fluisce ai nostri sensi e si impianta nella nostra memoria. Il rapimento nei mille volti e circostanze dinamiche e la struttura architettonica ci risucchiano facendoci rivivere al loro interno. I segni artistici sono uno spartito, le cui onde sonore sono la visione di un doppio effetto speculare: noi e l’artista e i reciproci mondi di appartenenza senza cadere nei dogmi e nelle imposizioni. L’umano espressivo è affiliato o strettamente legato alla fiaba. Questa arte è una fiaba che unisce storie di vita, anche amare, anche atroci, anche dolci e gioiose. La mano dell’artista fa quello che vuole con tutte le tecniche. Il suo cervello umile esplode nella difficile comprensione unilaterale della semplicità. Le idee ci sono e non, sono puro realismo espressivo o racconto come abbiamo detto. Sono l’intenzionalità dell’artista che e'ed ha fatto tutto cio' che descrive. La rappresentazione delle “Memorie” e chiara e intelligibile, e' pulita, esprimendo concetti ne' decorativi ne' descrittivi ma di profonda osservazione psicologica della materia, sentimento pittorico sorgivo, razionalita' istintiva. ..Photobucket.. L’artista è inimitabile nelle opere che coincidono con la sua vita. La mostra in oggetto rileva proprio il meglio dalla produzione dell’artista. Il mercato della vita con le mille storie che ogni personaggio narra senza voce. Le chiese di Castelfidardo, la piazza d’Iglesias e le memorie di Roma ci raccontano quello che gia' sappiamo chiusi in noi stessi. La nostra religiosita', la socialita', i monumenti interni. Il cinema e' dal vivo, ogni istante fermato del segno corrisponde ai momenti di vita che Zoppo ha condiviso con quei protagonisti a sua protagonista. E’ chiaro il messaggio autentico. Ciliegine sulla torta sono le nature morte ad olio foriere di veracita' sarda fresca e potente nel veicolare l’abilità dell’artista. Si ristabilisce cosi' l’armonia complementare col disegno e la grafica in una totale fusione e padronanza del proprio io artistico. E’ una pietra preziosa e tante facce e colori tutti paritetici. Dante Ferrante

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About me:

Luciano Zoppo è nato ad Iglesias il 20 aprile 1948: studi privati in campo pittorico e drammaturgico ad Iglesias, Roma e Napoli. Nel 2000 Ferrante organizza la terza mostra delle Memorie “Teatro/Cinema” presso l’associazione Miraggi Teatro Ivelise, grazie alla disponibilita' dell’attrice I. Ghigne. Partecipa alla coll. “ Gatti alla Galleria il Canovaccio di Roma, grazie alla Direttrice della Galleria la Dr. Mara Albonetti. Il suo ardore pittorico lo porta su e giu' per la sardegna dove le sue esposizioni artistiche sono di carattere itinerante. Dopo la Sardegna vive una parentesi a Genova dove lo studio in un carruggio vicino al porto e vi lavora come ritrattista. Approda a Milano nel 1968. Sono gli anni d’oro di Brera. Vi esplode il pop. In quest’ambiente Zoppo opera sia come mimo che come ritrattista specializzandosi nel campo litoserafico. Dopo alcuni anni a Cagliari, provato dalla vita raminga, sceglie Roma dove gia' da anni lavora come pittrice la madre Consuelo Trombino ’76. Nello stesso anno partecipa al 2° premio Hotel Hilton di Roma. Poi sdoppia la sua anima prevalentemente pittorica a favore di quella drammaturgia. Inizia l’attivita' di attore teatrale presso la compagnia d’avanguardia “Sidi bou Said” dell’attore Domino' dando vita ad azioni teatrali simbolico-espressive, poi presso la compagnia napoletana di Silvio Condelli “Aulidea”. In quegli anni comincia il progetto pittorico delle memorie che si articola su tre fronti, quell’architettonico legato ai luoghi della sua vita; ritrattistica, composto di numerose figure incontrate nel suo cammino cinematografico con i vari personaggi conosciuti a Roma. Inizia inoltre il ciclo pittorico “ Il mercato” composto da un razzo di grandi dimensioni a tempera e dai disegni dei personaggi di quest'ultimo. Nell’ 83’ termina la collaborazione con l’attore Glauco Bonfiglio. Incontra Valeria D’Arbela: un sodalizio artistico che durera' fino agli anni ’90 . Nel 1983 recita con l’Audelia a Vienna, Amburgo, Stoccolma e Copenaghen. Nel 1984 aderisce alle iniziative culturali e artistiche del Gruppo Espressivo di Base con Serena e Valeria D’Arbela i pittori Canciarelli e Di Bella, l’artista Cortigiani, il poeta Bruzzese ed altri. Nello stesso anno partecipa alla mostra “ l’Animale nell’Arte” a Palazzo Venezia (Roma). S’impegna come scenografo e pittore di scena a Roma nel film “Caligola” (84) di Tinto Brass e nello spettacolo “La Strega” di Pilar Castel, Teatro Club Coronari 45. realizza il sogno di interpretare un film come protagonista in “Arena” nella parte del Caravaggio per la B.B.C e finalmente c’+ l’incontro con Federico Fellini con il quale stringe amicizia. Appare nel suo film “l’Intervista”. Alla fine degli anni ’80 termina la sua carriera da attore dopo aver conosciuto Peter O’Toole, Malcom Mac Dowel, Marcello Mastroianni ed altri. Si iscrive a un corso di calcografia nazionale dove realizza numerose serigrafie e litografie sui temi delle memorie e dei Mostri. Parallelamente si riaggancia alla Sardegna ristabilendo i contatti con i suoi collezionisti e organizzando il proprio studio ad Iglesias, una palazzina a due piani sita al centro della Citta' ristruttura un ultimo piano soppalcato, completo di camino, scale interne e arredi in legno in stile decisamente parigino. Con la chiusura del bar “Al Grottino” di Mario Agati si conclude un epoca ad Iglesias (1987). L’artista da inizio al progetto sui minatori e le miniere. Nel ’90 torna a Roma e trascorre più di un’estate a Castelfidardo, nelle Marche, realizzando una mostra all’aperto nel centro storico. L’attivita' artistica in questi anni è febbrile. Comincia la serie dei “carboni”, realizza una scultura in gesso del filosofo Tommaso Campanella per il paese natio, Stilo. Così inventa altre sculture e mobili nella casa della sua collega ed amica D’Arbela. Aderisce ad iniziative pacifiste contro la guerra nel Golfo, da la sua attività per salvare gli animali, soprattutto cani e gatti. Scrive e realizza un libro di racconti “scritti feriali” che presenta alla casa editrice Firenze libri senza poi pubblicarlo. Organizza: la mostra degli artisti per la pace e vi espone al palazzo Ruspali di Nemi e al Centro Anziani di Testaccio a Roma. Realizza un pannello di grande formato ispirato a “Ladri di biciclette” di De Sica per l’omonimo ristorante, oggi esposto al circolo degli artisti, in via Casilina Vecchia, Roma. Nella metà degli anni ’90 mentre sta lavorando alla realizzazione di una mostra antologica “ Le memorie” abbandona la capitale come colto da un presentimento. Nel ’96 si ammala seriamente, riesce a riprendersi e termina la preparazione della mostra “ Le memorie” col progetto di tre grandi esposizioni: a Berlino, Roma, Iglesias. La sua è vita di girovago. Di questo maestro non rimangono segni scritti ma è presente nella memoria della sua terra ed è circondato nell’isola e nel continente. Ripercorrendo le sue tracce di artista vagabondo a Genova, Milano e Roma si trovano le sue opere. Provate ad andare al Baronato sette bellezze e parlate con Domino' o all’Angolo di via Brera a Milano. Nel mondo di Luciano Zoppo i rapporti umani sono la memoria scritta e la miglior critica al suo esistere pittorico e umano. Espone a Roma: Le memorie/ Personaggi/ Architetture/ Teatro (3° sez. Esp. Sus). Hanno scritto di lui: Serena D’Arbela –videointervista-, Valeria D’Arbela – il paesaggio Italiano-, Dante Ferrante. Ha conosciuto e interagito col sen. Emilio Argirolfi. Pantaleo, critico ultime notizie. Tra il 1997 e 1999 partecipa a due mostre collettive: una a Ozieri, in occasione della festa del Santo patrono grazie al gallerista Bellini di Sassari, l’altra con l’associazione “Utopia” di F. Cordoba. Nel 1999 con l’amico Ferrante espone a Roma per due mostre personali dal titolo “ le Memorie: Architetture e Personaggi”. Nel mese di novembre espone tre nuovi olii e tre disegni con i premiati al V° premio Internazionale a Canova presso la galleria il Canovaccio. Alla fine del 1999 l’artista è di nuovo in difficolta' (fisiche ed esistenziali), saltando cosi' la mostra delle memorie in Sardegna, e anche le mostre antologiche in Germania in un chiostro di Eberswalde e allo Zonta bar di Berlino (organizzatre il fotgerd Lipkan). Sviluppa il suo innato talento artistico gia' nel 1956 partecipando al gruppo Sardes di ritrattisti e caricaturisti. Dal 1961 al ’70 partecipa a numerose mostre ad Iglesias, Carbonia, Sassari. Nel ’61 è segnalato al 2° premio di pittura pro-loco d’Iglesias. Nel ’62 premio internazionale per la caricatura alla biblioteca di Iglesias, nel ’63 1° premio nazionale per la grafica, nel ’69 premio Regionale Carbonia per la caricatura. Nel ’70 partecipa ad una collettiva alla galleria Ars di Sassari con i pittori T. Canu, R. Branca, Meledina, C. Spada, Torrecau. Nel ’62 crea mostra permanente a Iglesias, sua citta' natale presso il bar di Mario Agati, collezionista ed amico, dove le sue opere rimarranno esposte fino al 1987. Anche a Sassari nel periodo dal 1964 al 1988 espone in permanenza nel Ristorante da “Michele”, dove ha affrescato una parete.

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